Posizionamento sui motori di ricerca: i fattori principali

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Posizionamento sui motori di ricerca: i fattori principali

Il processo seguente all’indicizzazione di un sito web è chiamato posizionamento sui motori di ricerca. Anche in questo caso, esistono alcuni fattori che migliorano il ranking di un sito web nelle SERP.

Una premessa è doverosa: non esiste una ricetta speciale per essere primi su Google. La prima regola fondamentale per ottimizzare il proprio sito web tramite SEO è scrivere contenuti originali e di riconoscibile utilità.

Non si può pensare di essere primi con contenuti copiati, parzialmente o totalmente. Non si può pensare che la frode, dalle sfumature meno gravi a quelle più gravi, possa essere premiata dal crawler. È pura follia.

Dobbiamo pensare a Google come un’azienda di servizi, il cui intento è di offrire un servizio gratuito agli utenti. Tanto più preciso, pertinente e qualitativo esso è tante più persone useranno i servizi di Google, sia quelli gratuiti che a pagamento.

Di conseguenza, se vogliamo posizionare su Google il nostro sito nel migliore dei modi, vale la pena mettersi nei panni di Google, come fosse la nostra azienda. A quale sito/azienda dareste maggiore visibilità? “Primum humilitatem“.

Posizionamento sui motori di ricerca: autocritica

Diretta conseguenza di ciò che abbiamo appena premesso, un po’ di sana autocritica è fondamentale per un buon posizionamento sui motori di ricerca. Sembra banale parlarne, eppure, spesso, nemmeno ci accorgiamo di incorrere ad errori di presunzione.

Qualche volta siamo proprio noi impostati così: siamo bravi, belli e saccenti. Nel nostro mestiere siamo i numeri uno e nessuno ci può battere. Vendiamo i prodotti/servizi migliori al mondo, ma che dico…della galassia, se non dell’Universo intero.

Ci sentiamo talmente pieni di noi da pretendere la posizione numero 1 su Google. Ci spetta, ad honorem, per fama e per rispetto! Il nostro petto si gonfia a tal punto da volare in alto, più in alto ancora e sempre più su…finché scoppiamo e cadiamo a terra rovinosamente.

Qualche volta, invece, non ce ne rendiamo nemmeno conto. Siamo talmente impegnati a raggiungere questa benedetta prima posizione su Google da negare l’evidenza, ignorando ciò che dista un palmo dal nostro naso.

E allora affiorano i dubbi, le incertezze, subentra l’invidia nei confronti degli altri e si finisce per dare la colpa a qualcun altro. Situazioni tipiche di chi non sa essere obiettivo con sé stesso e pensa che tutto gli sia dovuto.

Come fare?

Un primo passo importante sarebbe quello di abbandonare le energie negative, sostituendole con quelle positive. In secondo luogo, bisogna pensare che nessun sito è già primo dopo un paio di giorni dalla sua attivazione. Sembra banale, ma non lo è.

Se il nostro sito si trova alla posizione numero 42 su Google, sicuramente avrà qualcosa in meno rispetto ai siti in prima pagina. Una deduzione del genere è importante, non solo per abbassare il livello di presunzione, ma per ottimizzare il proprio sito come si deve.

Inoltre:

  • Quali pregi, secondo noi, ha il nostro sito e la nostra azienda? Facciamone un elenco per iscritto e cerchiamo di metterci dalla parte di un nostro cliente che atterra su una pagina del sito;
  • Quali difetti, secondo noi, ha il nostro sito e la nostra azienda? Anche qui, facciamone un elenco alla stessa stregua del precedente.

Bene, avendo già chiaro cosa stiamo offrendo alla gente, possiamo continuare con la lettura di questo articolo.

Posizionamento sui motori di ricerca: il tempo

“Roma non fu costruita in un giorno”, citazione classica in un contesto simile. Ripetete insieme a me: abbiate pazienza, abbiate pazienza, abbiate pazienza!

Non possiamo pensare che Google lavori solo per noi. Ci sono miliardi di siti da scansionare al giorno e non siamo noi la sua unica preoccupazione. Mettiamocelo bene in testa!

Esistono siti che aggiornano i propri contenuti giornalmente, settimanalmente e mensilmente ed il crawler deve scansionarli tutti! Vi immaginate se lo doveste fare voi o chi per voi? Mettiamoci, come sempre, dall’altro lato.

Se abbiamo effettuato una buona ottimizzazione SEO, i risultati arriveranno. Quando? Per avere dei risultati stabili e veritieri, tipicamente dobbiamo aspettare dai 4 ai 6 mesi.

Questo è un tempo indicativo e non sempre afferente ad ogni settore industriale o commerciale. Ci sono siti web i cui contenuti si trovano già nelle SERP dopo appena 2 mesi e siti che impiegano anche 6 mesi per mostrare alcuni contenuti rilevanti.

Non è prevedibile a priori. Non possiamo sapere, per certo, quanto tempo ci vorrà per ottenere i primi risultati per alcune parole chiave scelte. Possiamo solo “mantenere alto il livello di attenzione di Google” sui nostri contenuti, aggiornandoli periodicamente.

Anzianità di un sito web

Uno dei fattori meno considerati, ma più veritieri. L’anzianità di un sito web, da intendersi come il numero di anni (mesi e giorni) di attività, è un fattore abbastanza rilevante per Google.

Se un sito è attivo da 10 anni e mostra contenuti autorevoli con cadenza settimanale, logico pensare che avrà un buon posizionamento per le principali parole chiave di settore. Non è plausibile superarlo “per virtù dello Spirito Santo” o perché “noi siamo noi”, quindi ci spetta di diritto.

Possiamo, invece, prendere spunto da quel sito, riuscendo a carpire gli elementi chiave del loro successo negli anni. Poi, attraverso un oculato progetto SEO, personalizzare i nostri contenuti seguendo quelle linee guida tanto meritocratiche per il sito nostro competitor.

E poi? Aspettare. Avere pazienza è fondamentale. Se la nostra strategia ha un senso, Google la apprezzerà e riuscirete a stare alle calcagna dei migliori. Non si inventa nulla, bisogna solo lavorare sodo e farsi trovare pronti, quando i risultati arriveranno. Arriveranno, non vi preoccupate!

Posizionamento sui motori di ricerca: performance di un sito

Altro fattore parecchio snobbato dai più è la performance di un sito web. Si intende tutto il corredo tecnologico attinente alla velocità di elaborazione delle richieste effettuate da un utente in tempo reale.

In poche parole, un sito lento non piace a nessuno. Sfido chi dice il contrario. Possiamo avere il sito artisticamente più bello, con tutti i ghirigori carnascialeschi, colorato, animato, fatto dai migliori stilisti del web…ma se è una tartaruga, nessuno lo vedrà.

Oltretutto, la lentezza di un sito web è uno dei fattori penalizzanti. Neanche ai bot di Google (spider e crawler) piace aspettare troppo per scansionare un sito web. Fanno prima a passare su un altro sito, magari più veloce del vostro. Arrivederci e grazie!

L’importanza del server

Il “terreno” di un sito web. Non si può costruire un palazzo su un terreno paludoso, pieno di insidie e difficoltà. È assurdo anche solo pensarlo, figuriamoci sbalordirsi quando (perché capiterà) sopraggiungeranno grossi problemi in piena attività.

Il server rappresenta anche il “cervello” di un sito web. È lui che accoglie le vostre richieste, quando cliccate su un pulsante, su un’immagine o su un link presente dentro il sito. Vi piacerebbe aspettare 10 secondi per cambiare pagina? Sinceri.

Purtroppo, non sempre si attribuisce la giusta importanza al server che gestisce il nostro sito web. Si ignora questo aspetto, pensando a risparmiare in questa scelta per investire il proprio denaro su aspetti decisamente meno importanti.

Ricorreggere tale errore in corso d’opera, trasferendo il proprio sito su altro hosting, è sempre un processo di complicata implementazione. Comporta: tempi di inattività, impiego di risorse umane specializzate e, qualche volta, la perdita di posizionamento sui motori di ricerca (se non si è abbastanza minuziosi).

Ergo: pensiamoci all’inizio. Prevenire è sempre meglio che curare e mai frase fu così tanto vera, specie in questo contesto.

Ogni hosting offre server e spazio web (generalmente anche il database) inclusi in un pacchetto promozionale comprendente anche il dominio. Diffidate da chi vi offre, a poche decine di euro all’anno, spazio illimitato, database illimitati e banda illimitata. In questi casi…anche la fantasia è illimitata.

Abbiate fiducia in quegli hosting che vi offrono qualcosa di coerente con quello che state spendendo. Nessuno vi darà un server super veloce per una porzione di pasta al sugo! Siate onesti, prima di tutto, con voi stessi!

Speed test

È buona norma testare il proprio sito attraverso servizi che offrono gratuitamente questa opportunità. Di seguito, un elenco dei più usati:

  • Page speed di Google: è il servizio offerto da Google. Esamina il nostro sito attribuendo un punteggio nella visualizzazione da mobile e uno per i PC. Fornisce anche delle indicazioni tecniche con possibili miglioramenti;
  • Pingdom Website Speed Test: è un servizio più evoluto che mostra un indice di performance, la dimensione della pagina (in MB), il tempo di caricamento dei primi contenuti ed il numero di richieste effettuate al server. Include anche suggerimenti per il miglioramento delle performance e statistiche relative all’incidenza dei contenuti sulla performance globale.
  • GTMetrix: offre due punteggi di velocità comprendenti anche i suggerimenti per incrementarli. Presenta altri dettagli sulla pagina, compresa la dimensione, il numero di richieste al server e il tempo di caricamento totale.

Testare il proprio sito web è di fondamentale importanza. Ci permette di capire quali sono le sue prestazioni e suggerisce le ottimizzazioni tecniche da applicare per aumentare la velocità.

CDN (Content Delivery Network)

Una CDN è una rete di server geograficamente distribuiti in un’area specifica, dipendente dal servizio che lo offre. Rappresenta un’opportunità in termini di velocità di accesso al contenuto, perché questo viene copiato su più server e non su uno solo.

In base alla località dell’utente che accede ad una pagina o contenuto del nostro sito, sarà il server più vicino a soddisfare la sua richiesta. In questo modo, si disimpegna il server principale dal caricamento continuo dei contenuti e si aumenta vertiginosamente la velocità del sito.

I servizi più usati e conosciuti sono Cloudflare e MaxCDN, il primo in versione, anche, gratuita. Alcuni hosting lo includono anche nel pacchetto promozionale, al momento di registrare o trasferire un nuovo dominio.

Posizionamento sui motori di ricerca: SEO on page

Addentriamoci adesso nel cuore della SEO. Dopo aver compreso e adottato i giusti accorgimenti ed ottimizzazioni tecniche nel nostro sito web, siamo giunti alla creazione dei contenuti multimediali.

In base a ciò che offriamo, alla tipologia del nostro business e al suo raggio operativo, bisogna progettare, innanzitutto, contenuti specifici e targetizzati. Non esiste SEO senza del puro marketing a monte, condito da una buona comunicazione e da contenuti attraenti e coinvolgenti.

Vale sempre la regola generale del “mettersi nei panni degli utenti“. Cosa si aspetta da noi? Come possiamo trattenerlo sul sito? Come acquisire la sua fiducia? Come convincerlo ad effettuare un’azione di conversione che si tramuterà in soldi?

Ebbene, a queste domande ci sono milioni di risposte e miliardi di possibili strategie di digital marketing da implementare. Una delle più vincenti, in linea generale, è sempre la regola delle 5 W + H:

  • What: cosa offriamo di nuovo e originale?;
  • Who: chi è il nostro pubblico target? Sono uomini, donne, entrambi? Quale fascia di età? Di quale nazionalità, paese o città?;
  • Where: dove possiamo attirare il nostro pubblico affinché possa dimostrarsi più attento e ricettivo alle nostre offerte?;
  • When: quando è conveniente offrire i nostri i beni o servizi? Tutto l’anno? Solo in estate? A intervalli specifici?;
  • Why: cosa risponde all’esigenza del nostro pubblico target? Perché gli utenti dovrebbero scegliere il nostro bene o servizio? Cosa ha in più (il bene o servizio) rispetto a quello che offrono altri competitors?;
  • How: in che modo presentare i nostri beni o servizi? Tramite un’offerta? Un pacchetto promozionale? O attraverso una campagna digitale creata appositamente?

Funnel di conversione

Le modalità relative a come presentare i nostri beni o servizi (How) implicano la creazione di un funnel di conversione. Non esistono regole o limiti alla fantasia per coinvolgere il nostro pubblico target al fine di vendergli qualcosa.

L’esperienza, gli errori ed il duro lavoro ci indicano la strada. Conoscendo i nostri clienti sappiamo cosa evitare di fare, come proporre i nostri contenuti e come “abbellire il piatto”, dato che “anche l’occhio vuole la sua parte”.

Nel web, una delle regole essenziali da tenere in considerazione sempre è la chiarezza. L’utente è, spesso, pigro, disattento, superficiale e confuso. Non sa cosa fare, dove deve cliccare e cosa gli interessa veramente, a parte in rare occasioni.

Se gli creiamo ancora più confusione, progettando un funnel troppo lungo ed articolato, il rischio è di indurlo al “fuggi-fuggi”. D’altro canto, un funnel troppo corto e semplificato, può non risultare sufficientemente esaustivo, rischiando di infondere ancora più domande di quanto non siano le risposte.

Uno dei suggerimenti migliori che possiamo darvi è il metodo AIDA: Awareness, Interest, Desire, Action. Nello specifico:

  • Awareness: aumentare la nostra reputazione in termini pratici. Più se ne parla, con pareri positivi, meglio è;
  • Interest: stimolare l’interesse degli utenti ad un particolare contenuto. Le interazioni sono un buon indice di interesse;
  • Desire: suscitare il desiderio. La comunicazione, in questo step, svolge un ruolo centrale;
  • Action: invitare facilmente all’azione. Andare dritto al “dunque”, senza giri di parole. Offrire un’interfaccia semplice ed intuitiva per accedere all’acquisto di un prodotto o richiedere un servizio.

Meta tags

Sono i primi fattori per il posizionamento sui motori di ricerca di un sito web, lato SEO on page. Senza di essi, non esisterebbe SEO. Presentiamoli a dovere:

  • Titolo: come si fa a prescindere da esso? Sembra davvero assurdo pensarla diversamente. Un titolo chiaro e non troppo lungo farà gola al crawler;
  • Descrizione: un riassunto di quello che si sta trattando. Breve, conciso, lineare e mai fraintendibile;
  • Parole chiave: rappresentano la migliore query di ricerca. Immaginiamo come un utente cercherebbe la nostra pagina web su Google e inseriamola all’interno del nostro contenuto (senza abusarne).

Più faremo “goal” con il contenuto interno all’articolo, più alto sarà il punteggio di qualità (in termini di pertinenza) attribuito dal crawler alla pagina web. Chi ben comincia è a metà dell’opera!

Struttura interna

La struttura interna dei contenuti è utile al crawler per meglio capire di che cosa si sta parlando. Se lo scheletro del contenuto è progettato in ottica SEO, suddividendo opportunamente i paragrafi, sia il crawler che l’utente ringrazieranno.

Tuttavia, la scrittura è sempre un’arte, ma quella in logica SEO lo è ancora di più. Segue delle direttive ben precise, ma non ne è vittima, anzi: ne è padrona. Tutto è utile, ma niente è indispensabile. È sempre l’utente a fornire il feedback migliore.

La ragione per cui si consiglia di adattare i contenuti seguendo una precisa logica SEO non è un’imposizione. Possono sorgere motivazioni ancora più importanti per le quali uscire fuori dagli schemi. Tutto dipende da cosa, per noi, ha più valore.

Il valore delle cose è sempre qualcosa di soggettivo: non possiamo canonizzarlo. “Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace”…e se piace a tanti, piacerà anche a Google.

Se riusciamo ad accontentare anche il suo crawler, facendogli capire chiaramente l’argomento della nostra pagina, i sotto-argomenti correlati e le parole chiave attinenti, giungiamo all’essenza della SEO: belli e bravi allo stesso tempo. Così, vissero tutti felici e contenti.

Link interni

Una pagina di un sito non è un foglio di carta nudo e crudo. Deve stimolare l’azione, offrire un contributo per approfondire determinate tematiche, rispondere ad un’esigenza in particolare. Insomma, deve stimolare l’interazione dell’utente.

Ogni pagina o articolo che si rispetti deve presentare, al suo interno, dei link che collegano tale pagina ad altre, in modo tale da legare gli argomenti seguendo uno schema di ancoraggi ben preciso.

Questo è necessario per due ragioni in particolare:

  1. Trattenere l’utente all’interno del sito, evitando che fugga via dopo pochi secondi;
  2. Indirizzare l’utente verso quelle risorse del sito contenenti un invito all’azione (come pianificato dal funnel di conversione): acquisto, registrazione, download di contenuti di approfondimento.

Posizionamento sui motori di ricerca: SEO off page (o off-site)

Sarete d’accordo sul fatto che non basta la SEO on page per arrivare primi su Google. Sarebbe abbastanza facile ed il posizionamento sui motori di ricerca non corrisponderebbe ad un processo meritocratico.

Fare SEO, infatti, non significa solo ottimizzare i propri contenuti, imparando quelle quattro regolette che sanno un po’ tutti: tutt’altro. Significa anche acquisire autorevolezza, attraverso menzioni e giudizi positivi da altri siti e utenti.

Questo è il valore in più che fa la differenza tra un sito “canonicizzato” per Google ed uno che offre un reale valore a persone fisiche. Questa è una delle spiegazioni per le quali un sito web si trova nelle prime posizioni per una determinata query di ricerca.

Backlinks

Ebbene, ma come si fa? Una delle tecniche più apprezzate da Google per ottimizzare il proprio sito in ottica SEO off-page sono i backlinks. Cosa sono?

I backlinks sono link che puntano ad una nostra pagina web da un’altra pagina o sito web. Il valore di un backlink varia in base a molti fattori, ad esempio: autorevolezza della risorsa, qualità della pagina di destinazione e pertinenza rispetto all’argomento.

Perché parliamo di “valore di un backlink“? Non basta solo averne a tonnellate? Ovviamente no, anzi. Se un sito presenta troppi backlinks per nostre pagine web, senza correlazione tra loro e senza alcuna pertinenza, penalizza sia la pagina di provenienza che la pagina di destinazione.

La manipolazione dei backlinks diventa un deterrente importante, quindi un fattore di declassamento delle nostre pagine web sulle SERP. Non rappresenta un valore per gli utenti ed è una delle penalizzazioni più frequenti.

Tutt’altra cosa se sono tanti i siti web che “linkano” una nostra pagina web. In questo caso, ci conferiscono del valore in base alla loro autorevolezza e alla pertinenza del link in base al contenuto (e altri fattori).

Come è facile intuire, un link proveniente da un articolo giornalistico del “Corriere della sera” ha un peso decisamente maggiore rispetto ad uno proveniente dal sito giornalinodiquartiere.it. Con tutto rispetto e con ossequi al riguardo.

Logico è che “uno è meglio di zero”. Sempre e in tutti casi? Non sempre. Se proviene da siti spam o da altri siti che non rispettano le norme Google, diventa un fattore penalizzante. Controllare i backlink è indispensabile.

Quindi, non è tutto oro quel che cola. La tecnica dei backlinks, meglio conosciuta come link building, rappresenta una lama a doppio taglio. Da che parte tenere il coltello è la vera e propria sfida.

Recensioni e testimonianze

Un altro fattore di grande rilevanza in ottica SEO sono le recensioni e le testimonianze. Google è “cuttighiaro” (trad. dal diletto siciliano: curioso otremisura) e cerca costantemente di saperne di più sul nostro conto, ricercando opinioni e pareri esterni da ogni fonte.

Il suo obiettivo è sempre lo stesso: giudicare in maniera precisa e meritocratica i nostri contenuti. Quale miglior fonte di un utente che ha espresso il suo parere su un nostro contenuto? Be’, non serve alcuna precisazione in merito.

Se permettiamo agli utenti di esprimere il loro parere sui nostri contenuti, acquisiamo maggiore considerazione da Google. Implementare un box per le recensioni, specie nei siti e-commerce, può fare la differenza tra posizionarsi 30esimi e terzi.

La domanda ovvia è:”quando diventa un deterrente”? Risposta altrettanto ovvia: quando la recensione è negativa. In quel caso, oltre alla reputazione, acquisiremo meno considerazione da parte Google che non mostrerà “con piacere” i nostri contenuti.

Se un competitor o un invidioso ci recensisce negativamente, di proposito? Non vi preoccupate, il crawler di Google si è evoluto. Attualmente, sa distinguere, in base a tantissimi criteri (come IP e geolocalizzazione), una recensione di valore da una senza valore, attribuendo un diverso peso come per i backlinks.

Interviste, pareri e testimonianze di personaggi autorevoli non possono che aggiungere ulteriore valore al nostro sito. Per chi ha questa fortuna, vale la pena di farsi linkare un po’ attraverso i loro canali. Sfruttateli a dovere!

Social Network

Infine, l’ultimo fattore che incide particolarmente sul posizionamento sui motori di ricerca come Google è l’attività sui Social Network.

Avere una pagina Facebook ben gestita, un gruppo Facebook con tanti fan attivi ogni giorno e/o un canale Instagram con parecchi followers non può che aggiungere valore anche al nostro sito web. Come? Un po’ per immagine riflessa.

I nostri canali social sono, per Google, una delle migliori fonti esterne al sito che parlano di noi. Gli utenti che lasciano interazioni e commenti positivi e coloro i quali sono, davvero, dei fan, perché sempre attivi, diventano una risorsa importante da cui attingere informazioni preziose.

Spesso, le recensioni sulla nostra pagina Facebook si trovano anche nella scheda Google My Business, a testimonianza della loro importanza. Come già detto in precedenza, ogni recensione ha valore diverso, in base alla pertinenza del giudizio rispetto all’utente che la effettua.

Creare una rete di utenti “fedelissimi” è molto importante. Diventa fonte di autorevolezza agli occhi sia di Google che di nuovi utenti per i quali siamo, ancora, dei perfetti sconosciuti.

Instaurare un rapporto diretto è sempre consigliato. Evitiamo, tuttavia, di scendere a compromessi oltremisura. I social network rappresentano un valore solo se esso è espresso dagli utenti, in maniera sincera, libera e mai manipolata. Prestate sempre tanta attenzione e diffidate dai “profeti in patria”.

Conclusioni

In questo capitolo abbiamo enunciato i fattori principali per il posizionamento sui motori di ricerca, nello specifico su Google.

Abbiamo presentato tali fattori, cercando di porre l’attenzione sulle pratiche ottimali e quelle deprecabili, per mettere in guardia tutti coloro che leggeranno questo articolo. La manipolazione fraudolenta, oltre a rappresentare una penalizzazione, nei casi più gravi è perseguibile a termini di legge.

Non vale la pena tentare di posizionare un contenuto usando metodi facili e veloci, perché ne ricaveremo solo guai e poca considerazione. Non provate nemmeno, perché ritornare “nella retta via” sarà ancora più difficile di quanto pensiate.

Mettetevi sempre nei panni di un utente che entra nel vostro sito web. L’autocritica è la scorciatoia più veloce per il successo. Siate critici con voi stessi e innovativi. L’originalità è sempre apprezzata, non solo da Google.

Accumulate consensi, fatevi avanti senza timore e cercate di attirare quante più persone possibili. Questo lavoro si può fare sia online che offline, con chiari miglioramenti per i vostri siti web.

Affidatevi ai professionisti della SEO e fatevi consigliare! Diffidate da chi non allega numeri di valore alla presentazione di sé: il più delle volte non li ha.

Abbiate cura di ciò che per voi conta di più e perseguite un obiettivo, anche se sapete già che la strada è tortuosa: il più delle volte è la sola e unica che vi porterà alla meta.

Vuoi sfruttare tutte le potenzialità della SEO?

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